
L'ultima generazione di cantautori italiani interessanti, a volte, è composta da quella precedente. Nel senso che ci sono musicisti che per anni hanno fatto musica con band che si sono sciolte, magari senza esserne cantanti o frontmen, e poi si sono accorti di avere spiragli migliori procedendo da soli. È il caso di Kama, il cui esordio, “Ho Detto A Tua Mamma Che Fumi”, anticipato dal singolo “Ostello Comunale”, sta mettendo in mostra una cifra di scrittura non comune, tra l'ironico e il profondo.
Mi puoi raccontare qualcosa della tua storia?
“Ho trent'anni, figlio di musicista, due lauree (una in psicologia una alla facoltà di medicina), sono sposato, ho un bimbo di 4 mesi, ho studiato e suonato la batteria per circa 15 anni della mia vita, prima in una band, poi in studio e in tour con altri artisti, e a un certo punto, anche spinto dai musicisti che conoscevo e coi quali collaboravo, ho deciso di registrare, per gioco le mie canzoni. Di questa registrazione girano all'incirca 1000 copie vendute ai concerti un po' per gioco. Intanto vinco alcuni concorsi piuttosto importanti, qualche recensione entusiasta. Una delle copie della registrazione finisce nelle mani di Stefano Clessi, proprietario delll'etichetta discografica Eclectic Circus che insiste per produrre prima un singolo “Ostello Comunale” (il cui video ha riscosso un discreto entusiasmo su Mtv, All Music e altre TV), poi un disco che uscirà il 29 Settembre. Nel frattempo parto in tour da Settembre a Febbraio 06 con i Marta sui Tubi, partecipo ad alcune trasmissioni televisive… e poi … vedremo…uff….uff…ufff…ho il fiatone…”
So che vieni dall'esperienza con gli Scigad: che differenze ci sono nel presentarsi, sia su disco sia sul palco, come parte di una band oppure in prima persona? Senti maggiori responsabilità?
“Non credo che la differenza stia nella responsabilità, ma nel mettersi in gioco completamente. Suonare e cantare le proprie canzoni è un po' come spogliarsi nudo in centro città. Però vuol dire anche libertà di scegliere la propria strada, di dire quello che pensi senza troppe mediazioni, di cambiare quando lo desideri. E' una scelta difficile all'inizio (ogni cambiamento in fondo è un po' difficile) ma compiuti i primi passi, tutto fila liscio come l'olio. Il live invece è più o meno immutato, in tour siamo in cinque e un gruppo a tutti gli effetti”.

Da dove nasce il titolo dell'album?
“Il titolo del disco è “Ho Detto A Tua Mamma Che Fumi”, che fa un po' ridere ma sotto sotto vuol dire: “La verità fa male ma smettiamola di prenderci per i fondelli…”. Il suggello perfetto per un disco giocato tra realtà ed ironia. L'ironia è una modalità comunicativa splendida, l'unica che mi permette di dire a qualcuno che è un idiota senza che questi si offenda. Supera le barriere della diffidenza, arriva dritta al bersaglio. Penso che ridere dei propri difetti sia il miglior modo per trovare la forza di cambiare quello che non ci va del nostro mondo”.
Nel tuo disco mescoli ironia e intensità: le differenza nella composizione dei pezzi sono semplicemente dettate dalle normali variazioni di umore oppure la faccenda è più complicata?
“Diciamo che più che cambiare l'umore cambia il registro. Un conto è raccontare quello che facciamo in maniera curiosa per spingere l'ascoltatore a riflettere. Altro è parlare di una tragica storia vera o di un momento riflessivo della mia vita che allora necessitano di più intimità e delicatezza. Sono un cantautore, racconto quello che vedo, nel modo che penso sia il migliore per arrivare a bersaglio”.
Hai davvero una visione così pessimista dei rapporti umani come sembra emergere da “Ostello Comunale”?
“«Ostello Comunale» è effettivamente una delle canzoni più introspettive del disco. Ragionavo, ai tempi, attorno al sesso, ai vari tabù che lo avvolgono e alla finzione dei genitori che non vogliono che la propria figlia vada a pomiciare al parchetto col belloccio della classe e la notte vanno a puttane... Non credo tuttavia che sia pessimista l'idea dell'”Ostello Comunale per fare l'amore”… Fa arrabbiate pensare che i giovani che hanno tante voglie e tanto bisogno si contorcono al freddo in automobili non troppo confortevoli mentre quelli che si possono permettere le 5 stelle tendenzialmente abusano di Viagra! E poi ci credo che ‘sti ragazzi crescono frustrati e appena possono si indebitano per comprare il Cayenne! Scherzi a parte… recuperare una dimensione pulita e disinibita del sesso vuol dire, a mio avviso, puntare su coppie sane, famiglie sane e società sane. Più in generale credo che la visione perversa di sesso, soldi e potere siano la causa di quasi tutti i mali del nostro tempo e che si possa fare molto per migliorarci. E' per questo che non trovo “Ostello Comunale” una canzone pessimista…“

Hanno già accostato al tuo nome personaggi importanti della musica italiana e internazionale (De Gregori, Graziani, Beck eccetera...). Più l'orgoglio, più la pressione o non ti lasci né toccare né adulare?
Credo che sia molto difficile scrivere di musica (poi magari ti faccio un'intervista io…). Utilizzare parole per descrivere delle canzoni è un po' come tentare di esprimere il retrogusto di un vino d'annata… I nomi che mi hanno accostato immagino che siano un modo per dare al lettore dei punti di riferimento… un po' come le note di pepe e liquirizia con un bel floreale di viola del sommelier. I paragoni non mi offendono e non mi esaltano.
E' ovvio che non mi sento né il Graziani della Padania nè il Beck del Bel Paese. La musica non è la mia missione, solo una passione…
So che hai diffuso, con ottimo successo, il tuo singolo in dowload gratuito. Cosa pensi di tutta la questione Internet/musica?
Trovo splendido ed eccitante che tramite MySpace in tutte le città del mondo possano ascoltare le mie canzoni, scrivermi e collaborare con me. Il rovescio della medaglia è che troppa offerta va a scapito della qualità e le perle si perdono in un mare di schifezze inascoltabili…E' evidente che non può esserci nulla di male nella diffusione di musica in rete. Personalmente, però, adoro il cd in quanto “feticcio”. Mi piace averlo, collezionarlo, sfogliarlo. Adoro considerare ogni disco come un'opera completa, le canzoni come capitoli di un bel romanzo. Li acquisto volentieri e credo che gli appassionati continueranno a comperare nel negozio di fiducia la musica che in rete li avrà stuzzicati di più.
Sei in tour da un po': come sta andando, qual è la risposta media del pubblico e fino a quando sarai in tournée?
Siamo rimasti in tour da novembre fino ad adesso (esclusa una piccola pausa per la nascita di mio figlio) con una trentina di date in tutta Italia, in parte con i Marta sui Tubi, amici e compagni di etichetta, in parte da soli. In cinque mesi siamo stati a Padova, Bologna, Ravenna, Roma, Brescia, Firenze, Milano, Novara, Lodi, Pesaro, Rimini, Arezzo, Trento, Vercelli, Reggio Emilia, Piacenza, Lodi, Bergamo, Cremona… ci siamo spostati su un camper degli anni 70 carico di birre, abbiamo assaporato le delizie eno-gastronomiche, abbiamo conosciuto centinaia di persone, abbiamo suonato nei locali più belli… Insomma potrebbe mai andare male??? Adesso il tour si ferma per le vacanze e riparte ad ottobre dopo l'uscita del disco. Suonare dal vivo è un privilegio del quale non ho nessuna intenzione di privarmi!!! Spiegare quello che succede sul palco è piuttosto complicato, suono con dei musicisti fantastici ed ogni concerto, ogni pubblico sono una storia a sé.
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