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Presente quando imposti la funzione “random” sul tuo lettore mp3 e d'improvviso, frugando fra le duemila canzoni che in qualche modo ci hai infilato, ne arriva una che cattura l'attenzione in modo totale, anche se non è famosa, non è un singolo, non ha un video girato da un regista celeberrimo? Proviamo a fare questo gioco con alcuni pezzi recenti che hanno catturato la nostra attenzione, e con un brano vecchio che forse avrebbe meritato attenzione maggiore.


Phoenix
"Napoleon Says"

Che la band sia interessante, si sa da qualche tempo: i francesi Phoenix sono in giro da sei anni e sono al quarto disco. Ma con “It's Never Been Like That” rischiano di fare il tanto atteso salto di qualità, anche grazie a un'apertura martellante e scintillante come “Napoleon Says”: grande ritmo, un cling-clang di chitarra che fa vintage il giusto, un buon respiro e gli incisi giusti. E anche il resto del disco non ha cadute di tono .


Omar Pedrini
Nel mio profondo

Nella vita dell'ex leader dei Timoria ci sarà sempre un “prima” e un “dopo”. L'esperienza traumatica che ha rischiato di decidere della sua vita ha ovviamente segnato questo nuovo disco, ma il suo modo di trattare l'argomento è delicato e non tedioso. “Nel mio profondo” è un brano molto pop, senza le grandi nostalgie sonore per il passato che a volte avevano frenato la scrittura di Omar nei casi precedenti. Buona agilità e buone movenze, per una canzone semplice ma positiva .


Flaming Lips
Vein Of Stars

Corposo e piuttosto intrigante, il nuovo disco dei Flaming Lips “At War With The Mystics” ha bisogno di qualche ascolto per catturare l'attenzione appieno. Ma non in questo caso: “Vein Of Stars” è un brano dalla poetica elaborata, ma che ha il tocco e la misura delle canzoni grandi. Un'orchestrazione complessiva di grande livello, molti livelli sovrapposti, un vago sapore psichedelico, o magico: tutto in un pezzo solo, che parte sommesso e arresta il proprio climax abbastanza in alto, ma senza esagerare. Essere alternativi, del resto, è una questione di misura.


Kama
Icaro

Il disco, “Ho detto a tua mamma che fumi”, uscirà a settembre, ma il primo singolo “Ostello comunale” è stato in download gratuito già l'anno scorso: si sa come vanno le cose oggi con la discografia italiana. In ogni caso Kama (Alessandro Camattini) è un interessante cantautore con sensibilità pop e con alle spalle una gavetta con gli Scigad. Questa “Icaro” è uno dei pezzi più interessanti del disco, con i percorsi a intreccio di chitarra e voce, e con un testo ben costruito.


Panic! At The Disco
I Write Sins Not Tragedies

Una grande dote, quella di saper scegliere titoli che colpiscano l'attenzione. Che i Panic! At The Disco l'abbiano è indubbio (si pensi a “The Only Difference Between Martyrdom And Suicide Is Press Coverage”) e la dimostrano anche per questo pezzo veloce e aggressivo, ma aperto da violoncellate e arpeggi curiosi. Un quartetto interessante, a volte troppo propenso a guardarsi allo specchio, ma non nel caso di questa traccia veloce ma in cui dimostrano piena attenzione ai particolari.


Il classico

The Doors
Peace Frog

Una delle prove più classiche ma anche più enigmatiche di una band che di enigmi senza soluzione ne ha posti parecchi. Il disco è “Morrison Hotel”, e il pezzo arriva dopo il terzetto “Roadhouse Blues” – “Waiting For The Sun” – “You Make Me Real”. Il testo della canzone parla di sangue, sangue nelle strade che “arriva fino alle mie caviglie”, e di una misteriosa “Lei” che arriva, con la luce del sole nei capelli. Dopo un minuto abbondante di ritmi alti e divertenti, c'è un lento inciso pensoso che chiude il pezzo. Sono soltanto un paio di minuti, ma lo stile del gruppo era poi questo: porre quesiti, proporre immagini forti, e poi fuggire o bruciare nel fuoco della vanità.

a cura di Fabio Alcini


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