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Non si può certo parlare di fulmine a ciel sereno: che i Garbage fossero arrivati alla fine della loro parabola si era capito da un po'. Non tanto per il successo, visto che l'ultimo “Bleed Like Me” li ha visti piazzarsi abbastanza bene nelle classifiche che contano. Quanto per una certa stanchezza di fondo accompagnata da innumerevoli problemi di salute che hanno colpito Shirley Manson, la semidepressione in cui si era calato Butch Vig e altre traversie sparse durante la realizzazione del disco stesso. Del resto era stata la stessa Manson, qualche mese fa, a dichiarare: “Durante la lavorazione del disco abbiamo dovuto sospendere il lavoro per circa cinque mesi, durante i quali ho pensato che la band fosse finita. E invece…”. E invece era vero, il disco è stato finito anche con l'aiuto di altri batteristi (fra cui Matt Chamberlin, ex Smashing Pumpkins, e Dave Grohl: di chi sia ex, è abbastanza noto). Si è iniziato un nuovo tour, ma poi le voci e le dichiarazioni ufficiali che Rockstar.it ha riportato nella news di qualche giorno fa fanno capire come il discorso sia ormai chiuso.


Storia di un collasso controllato

La band era nata come un incontro di produttori: il più famoso era Butch Vig, che alle spalle aveva il lavoro su dischi che avevano cambiato i suoni del decennio, come “Dirty” dei Sonic Youth, “Gish” e “Siamese Dream” degli Smashing Pumpkins e soprattutto “Nevermind” dei Nirvana.
I Garbage però erano nati davvero quando una scozzese all'epoca ventottenne, Shirley Manson, già cantante di due gruppi, Goodbye Mr.McKenzie e Angelfish, aveva deciso di dedicare la propria voce sensuale e graffiante alla nuova band.
Il primo disco apparve nel 1995: si trattava di “Garbage”, accolto con entusiasmo per singoli come “Queer”, “Stupid Girl” e soprattutto “Only Happy When It Rains”.
Accanto alla voce della Manson, i suoni erano diretti e potenti, e pur arrivando direttamente dal paniere dell'alternative rock, la capacità della band di comporre singoli dal grande fascino pop era indiscutibile.
La tendenza fu chiaramente confermata da “Version 2.0”, uscito nell'estate del '97.
Il disco dalla copertina arancione era ancora più “facile”, da un certo punto di vista: a segnalarsi questa volta furono singoli come “Push It” e “I Think I'm Paranoid” che, accompagnati da un'accorta politica di marketing fatta di video creativi ma d'impatto e dalla cessione della musica alle aziende “giuste”, resero molto popolare la band.
Forse troppo, tanto che fra tour e impegni vari, fra cui una canzone per l'inevitabile film di 007, trascorsero quattro anni fra “Version 2.0” e “Beautiful Garbage”, il suo erede.
Quando ci recammo a intervistare il gruppo per capirne qualcosa, si parlava già di problemi soprattutto geografici, e di crisi di nostalgia di Shirley che a metà delle registrazioni americane era volata in patria per ritrovare suo marito e per mangiare salmone scozzese.
In ogni caso il disco era alla fine uscito, nonostante una battaglia legale per risolvere un contratto con la Universal.
Meno potente e più articolato dei precedenti, “Beautiful Garbage” era narrato così dalla voce di Vig: “Se si fa un paragone tra questo disco e i precedenti, lo si scopre più diretto. ' Cherry Lips' per esempio è estremamente semplice, di base è una linea di tastiera e un sample di tuba, passato attraverso un pedale wah wah. Poi un battito di mani, un ritmo di batteria, una sola chitarra e la voce di Shirley. Nel passato avremmo buttato dentro una tonnellata di tracce, più chitarre e così via, Shirley avrebbe registrato una decina di tracce di voce e avremmo fatto diventare questa canzone una grande produzione a volume più alto, ma qui i pezzi non sono così. Ci siamo sentiti più concreti come band e abbiamo pensato di non costruire un muro di suoni, anche se amiamo questo tipo di sonorità. Ma questa volta, invece di assaltare chi ascoltava, abbiamo preferito delle canzoni che lasciassero maggior respiro”.



Ultimo capitolo

Di maggior respiro aveva sicuramente bisogno la band, come dimostrato dagli altri quattro anni trascorsi fra “Beautiful Garbage” e “Bleed Like Me”, uscito quest'anno.
Ne aveva bisogno Shirley, operata alle corde vocali per una ciste.
E ne avevano bisogno anche gli altri, che dopo un disco comunque non andato benissimo come “Beautiful Garbage” si danno quella che può suonare come un'ultima occasione.
Su come siano andate le registrazioni di “Bleed Like Me”, è stata la stessa Shirley a spiegare: “Questo è un disco dove la chitarra regna sovrana, anche perché a un certo punto delle registrazioni sono entrata in studio, ho trovato gli altri che suonavano svaccati sulle poltrone in maniera svogliata e mi sono incazzata come una iena: «Che cazzo avete? Non vi divertite più?»”.
Forse no.
Nella stessa intervista, poco prima di chiudere la conversazione, la Manson aggiungeva una frase che oggi suona piuttosto profetica.
Alla nostra domanda (“Se avessi una sfera di cristallo, vedresti più probabile un tuo futuro da solista oppure ancora con il gruppo?”) la risposta era: “Non lo so di certo: durante tutto il corso della mia carriera ho avuto proposte di contratti da solista, ma li ho sempre rifiutati perché mi piace lavorare in gruppo. Quello che so di certo è che nel momento in cui mi accorgessi che il processo, sia di gruppo sia da sola, diventasse intossicante, mollerei tutto e direi basta”.


Discografia

  • 1995 Garbage(Almo Sounds)
  • 1998 Version 2.0 (Almo Sounds)
  • 2001 Beautiful Garbage (Interscope)
  • 2005 Bleed Like Me (Geffen)

 

a cura di Fabio Alcini


Aggiornamento 23/09/2005, da Garbage.com
Il gruppo ha voluto chiarire la questione dell'ipotetico scioglimento. I Garbage confermano che si tratta di una pausa, non della fine della loro musica. Dopo oltre 10 anni hanno voluto interrompere il ciclo album/tour per prendersi una pausa e dedicare tempo alle rispettive famiglie e amici. Quanto tempo? Non lo sanno.