
“Infinite Possibilità” è il nuovo disco dei La Crus, accompagnato da un'iniziativa piuttosto interessante: il cd è in vendita insieme a un dvd che “ruba” alcuni cortometraggi presentati al Milano Film Festival per farne una sorta di racconto filmato delle sensazioni e delle emozioni che le canzoni del disco vogliono raccontare.
È un disco di dieci pezzi piuttosto eterogeneo, che ha per singolo “Mondo Sii Buono” e che alterna le introspezioni tipiche della band milanese con brani più pop. Si chiude con quello che forse è la traccia più significativa, “Ho Ucciso Thurston Moore”, idealmente “dedicata” al musicista dei Sonic Youth.
Prima di questo disco sono circolate voci a proposito di un vostro possibile scioglimento. Qual è lo stato dell'arte?
«Dopo tanti anni che facciamo dischi insieme avevamo bisogno di cambiare la dinamica di composizione dei dischi. Dopo tanti anni non era facile essere d'accordo sulle scelte produttive. Così abbiamo deciso di allargare il gruppo compositivo ai nostri bassista e batterista. È stato positivo, perché nel decidere eravamo più persone e ognuno ha un proprio indirizzo musicale. Quanto alle voci di scioglimento, ci sono sempre state: mi ricordo che ce lo hanno chiesto anche nel '97 dopo un concerto sfigatissimo a Lecce... Il problema è che fra un disco e l'altro lavoriamo per un annetto buono e senza concerti. Quindi, mancando la presenza fisica, magari la domanda emerge. Comunque si fa sempre in tempo!»
Come nasce l'idea del dvd allegato?
«Siamo stati invitati a far parte della giuria del Milano Film Festival e siamo rimasti colpiti da alcuni dei cortometraggi. Così si è deciso di chiedere le liberatorie ai vari registi, e abbiamo iniziato a fare un lavoro di adattamento alle nostre canzoni, per farne dei videoclip d'autore. C'è stata qualche difficoltà perché i registi dovevano accettare un'idea che poteva andare a stravolgere il loro lavoro. L'operazione però dà un valore aggiunto alle singole canzoni, riesce a creare un'alchimia che talvolta arricchisce il significato del testo».

Ma oggi per vendere un disco è necessario aggiungere per forza qualcosa?
«Purtroppo sì, anche se può essere un'opportunità. L'iniziativa di aggiungere qualcosa è partita dalla Warner, che ha messo a disposizione un budget che noi abbiamo utilizzato per fare il dvd. Ci hanno buttato lì qualche idea, tipo: quando facciamo la presentazione del disco la facciamo con l'orchestra! Solo che quando abbiamo fatto i dischi con l'orchestra i soldi non c'erano, adesso che facciamo un disco senza orchestra... Quindi abbiamo pensato al dvd, anche perché spesso ci dicono che i nostri pezzi hanno qualità cinematografiche».
Avete intenzione di usare i cortometraggi come videoclip “normali”?
«No, perché per farlo ci volevano autorizzazioni che non sono state date. Ma lo trovo corretto: si tratta di lavori di altissima qualità, che pochi gruppi italiani si potrebbero permettere, e affogarli nello standard di Mtv, che sta diventando sempre peggiore, sarebbe un errore. Ma chi compra il disco se li può vedere come e quando vuole, e non deve aspettare alla televisione che scorrano i video di dieci boyband...»
Nel booklet c'è un racconto dello scrittore Leonardo Colombati che parla della vostra musica come di “gelidi sintetizzatori e caldi arpeggi acustici”. Vi ci ritrovate?
«In parte... Quella è la sua percezione che noi abbiamo accolto: diciamo a volte sì e a volte no».
È un quasi no... Come è nata l'idea di includere il suo testo?
«Avevamo già sviluppato tutti i pezzi, stavamo lavorando sul dvd, e la caratteristica del disco era una sorta di percezione a vari livelli. Poi, leggendo il romanzo di Colombati, “Perceber”, che ha un andamento molto musicale abbiamo provato a chiamarlo, e abbiamo accolto il suo testo, che non è una recensione, è fiction».
Perché avete ucciso Thurston Moore?
«Il senso è: ho ucciso i miei ideali. È un pezzo un po' alla Gaber, nel senso che noi “alternativi” tendiamo a essere molto cattivi con gli altri, da Bush in giù, ma molto indulgenti con noi stessi. Quindi passati i cinque minuti di rabbia di fronte alle scene terribili che vedi in tv, di solito aspetti che qualcun altro, il Bob Geldof di turno, faccia qualcosa. E tu stai lì, telecomando in mano, e uccidi Thurston Moore...»

“Mondo sii buono” è una nuova pagina del rapporto travagliato fra musica e poesia. Come nasce?
«Un omaggio a Zanzotto era nei nostri appunti da molto tempo. Poi c'era quest'avverbio “Buonamente”, che non esiste, che ci aveva colpito. Così abbiamo deciso di inserire in “Mondo Sii Buono” una citazione di “Al Mondo”. Quando meno te lo aspetti le cose poi si mettono insieme».
a cura di Fabio Alcini
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