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E così ci siamo. L'estate scorsa ad Arezzo Wave eravamo stati fulminati da una nuova band. Italiana, per giunta: una cosa inaudita. Forse l'ondata improvvisa di caldo ci aveva preso alla testa? Fatto sta che gli Amari ci avevano incuriosito ed intrigato già l'estate scorsa. La conferma lo scorso gennaio, quando il loro secondo (ok, mi dicono che sarebbe il terzo, ma la prima uscita degli Amari era uno split, quindi forse vale come EP e non come album...) lavoro "Apotheke" veniva recensito su Rockstar e contemporaneamente i Nostri venivano invitati, unici oltre ai Verdena, a suonare dal vivo a Groningen, al prestigioso Eurosonic Festival, luogo fisico (e non solo) di incontro delle nuove musiche made in Europe. Da lė, almeno nella considerazione di noi rockstariani, una strada tutta in discesa - lo diciamo senza tema di smentita, per noi gli Amari sono fra le nuove band nostrane più originali ed audaci. Fra quelle che osano di più. I superficialoni possono storcere il naso quanto vogliono e limitarsi a paragonarli a dei Subsonica friulani: la musica degli Amari si poggia salda su una base di hip-hop trasversale e fuori di testa che la band di Casacci & Co. non ha mai voluto (saputo?) sfruttare. I quattro amarognoli tornano ora a deliziarci con un terzo lavoro, "Gamera", grafica stellare e contenuto avanti anni luce anche rispetto ai loro sforzi precedenti. Ci crediamo talmente tanto che ve li abbiamo messi qui: in anteprima ascolterete tutto il nuovo disco, in uscita lunedì 30 Giugno, e in anteprima beccatevi anche l'intervista con Dariella e il Pasta, le due voci della formazione. Take it away! Partiamo da Adamo ed Eva: a Gennaio mi ero imbattuta in voi durante Noorderslag/Eurosonic
a Groningen, in Olanda. Eravate l'unico altro gruppo di casa nostra a
partecipare oltre ai Verdena, con la differenza che vi siete esibiti essendo
sconosciuti agli stessi italiani presenti al festival, me compresa. (Dariella): Conserviamo un bel ricordo di quella serata... anche il pubblico del locale credo, considerate le risate scatenate dal mio inglese "spaghetti e mandolino"!!.. sembrava un pubblico molto attento e concentrato sulla musica... Sei mesi dopo, che cosa avete guadagnato dalla presenza in uno degli appuntamenti musicali pių importanti d'Europa (Sempre che poi ci abbiate guadagnato qualcosa, e non perso)? (D): Suonare all'estero è comunque "educativo".. in quel caso poi è stato doppiamente importante soprattutto perchè stavamo rodando una line-up più allargata per i live. Il fatto di attraversare tutti assieme l'Europa in furgone è stato utilissimo per legare con i ragazzi che ci seguono da quest'inverno nelle nostre esibizioni. E soprattutto, se non avessimo suonato a Groningen, probabilmente non saremmo nemmeno qui a raccontarcela, non credi? Leviamoci di torno le domande imbarazzanti e/o impegnative: Apotheke
era uscito con l'aiuto di OnDaNomala Records, l'etichetta nata da Arezzo
Wave, Gamera l'avete fatto tutto da soli. (D): Considerando la natura "guizzante" delle canzoni di Gamera abbiamo pensato di proporre il disco alla Findus nel caso decidesse di investire capitali nel mercato discografico ma poi c'è stata un'OnDaNomala e non se ne è fatto più niente causa crisi del settore ittico... alla fine è uscito per la Riotmaker l'unica etichetta in grado di supportare queste frescacce! ...A parte gli scherzi, questo disco è nato in camera da letto : nel processo di stesura delle canzoni si è creata una particolare condizione di immediatezza espressiva ...le canzoni, proprio perchè arrangiate, prodotte e mixate da noi quattro mantengono quella dimensione domestica che magari in studio sarebbe andata persa... comunque con "OnDaNomala" siamo ancora in stretti rapporti, è solo che questo disco volevamo uscisse per la nostra Riotmaker, vuoi per il suono tipicamente "riottoso"di Gamera, vuoi per l'esigenza di far uscire il disco il prima possibile in modo che non "invecchiasse" nei nostri hard-disk. A proposito, visto che si parlava di hard-disk... che tipo di strumentazione/tecnologia avete usato per registrare l'album? Avete consigli da dare ai nostri lettori con velleità artistiche? (Il Pasta): Come ti dicevo appunto, nasce tutto nei nostri hard-disk, ognuno ci mette di suo, campionatore, sintetizzatori o tastierine, le chitarre, i giradischi, ma il più del lavoro sta nello scambiarsi dei cd di "sessioni" e confrontarle, tagliuzzarle e ricomporle fino ad arrivare alla canzone che ci soddisfa, ecco. Consigli? Avere le idee piu chiare possibile su quello che si vuole e non farsi incantare da tutti i filtri messi a disposizione dai software, prima di tutto le idee, poi smanettare, sicuro. Ah, e usare Logic Audio. Ne approfitterei anche per chiedervi che differenza avete trovato fra il lavorare con degli "esterni" al gruppo (come nel caso di Apotheke) ed il lavoro casalingo. Si va più veloce? Ci sono meno intoppi? Nessuno pone freni alla sperimentazione/ alla creatività? O al contrario c'è il rischio di sbordare verso la terra del "tutto se po' fa'", e quindi di perdersi per via? (P): Boh, il rischio di perdersi per strada fra la nebbia di manopoline è sempre dietro l'angolo, fortunatamente con l'esperienza in uno studio potentissimo e glassato, per la registrazione di Apotheke, abbiamo fatto tesoro di ogni minima nozione, sia tecnica, sia "di concetto", ecco... Noi poi più che musicisti siamo dei nerd davanti a un Mac, quindi si tratta davvero di prendere appunti e in seguito "a casa" mettere in pratica. Intoppi no, diciamo però che ci vuole molta più autocritica, proprio perché non hai nessuno che ti consiglia o ti bastona: pro e contro da entrambe le parti direi, quindi. Caparezza canta proprio in questi giorni: "Il secondo album è sempre il più difficile nella vita di un artista". Riflessioni, commenti, battutine acide? (D): Beh...credo che il secondo album sia difficile soprattutto per chi ha i riflettori puntati addosso... Queste sono riflessioni che chiamano in campo vari fattori come il tempo trascorso tra un' uscita ed un'altra, "la pece" che tiene unito il gruppo e poi l'ispirazione chiaramente... non so se abbiamo già fatto un vero "secondo album", chi lo sa! Vediamo come va a finire con il quarto.... Pubblicherete Gamera per l'etichetta nella quale alcuni di voi sono coinvolti attivamente, la Riotmaker: mi raccontate com'č nata? (P): Innanzitutto i capoccia: despoti e metereopatici, Luka Carnifull,
cantautore tekno e artigiano sonoro piu il sottoscritto, Pasta, degli
Amari farraginosi appunto, decidono di stampare qualche disco, appiccicandovi
il marchio della "motosega" e tentando di promuovere i gli Amari e i vari
progetti di Luka in giro. Poi? I nostri ci prendono gusto, due o tre cantonate
non li scoraggiano, e soprattutto scoprono di non riuscire piu a fermarsi...
Nascono progetti paralleli, arrivano un sacco di amici, chi porta la vinazza,
chi il dolce, chi le lasagne, ed eccoci qui, a tentare di riunire sotto
l'estetica tutti i generi musicali che ci piacciono e che vengono "sfigurati"
nei nostri dischi...Gli Amari cosa c'entrano in tutto questo? Ah si, vengono
sfruttati per i lavori piu biechi: facchini, imballatori, corrieri, mercanti
senza scrupoli, in cambio di qualche pezzo di plastica rotondo e lucente. La più parte delle formazioni o situazioni musicali italiane, dopo un disco promettente e bene accolto (come nel vostro caso Apotheke) ritengono di trovare la strategia più adatta limando le asperità del proprio suono, sacrificando spesso gli elementi più originali del proprio suono a favore di una maggiore facilità nell'ascolto. Voi non scendevate a questi compromessi nemmeno prima, ma Gamera rispetto ad Apotheke va in avanti rispetto a questo scenario: il suono e i testi sono più taglienti, pių aggressivi, anche meno comprensibili. Dariella diceva "guizzante", calzantissimo: a me viene in mente che la progressione del suono č pių "a scatti", a tratti sprofondata verso una forma di "minimalismo". E' un atteggiamento coraggioso... in qualche modo č misura di un cambiamento in voi, o nelle cose che ascoltate e che vi influenzano (a proposito: fateci un po' di nomi!!)? (P): Argh, domandona! Dunque, innanzitutto posso dirti che la tua teoria ci è gia stata proposta proprio in questi giorni, chiedendoci "ma perché non avete fatto un altro Apotheke per confermare pippo e topolino?". Apotheke è stato abbastanza avventuroso, non quanto come suono, quanto come idea di partenza, la fusione di indie e mainstream assieme, a volte con naturalezza, a volte a calci, e questo proprio perché tra i nostri ascolti c'è un po' di tutto, dal suono glassato e luccicante di Justin Timberlake alle chitarre torbide degli Arab Strap. Semplicemente non sentivamo la necessità di confermare nulla, perché per noi ogni disco è un salto nel buio, sicuramente l'impellenza di Gamera c'è e si sente, ma è proprio così che lo volevamo, vorremmo si sentisse che si siamo divertiti parecchio a farlo, e non ci siamo posti nessun limite, ecco. Penso che la chiave di lettura sia il ritornello di "Assaulto!", dice "la gente non ha chiesto niente" ... capito quello, il disco diventa un concept album sul come togliersi le paranoie. Per quanto riguarda il discorso influenze tocca fare un passo indietro, come ti dicevo prima, noi siamo musicalmente onnivori, ma far incastrare tutti i pezzi alla fine non sempre è facile; alla fine delle registrazioni di Apotheke noi abbiamo continuato a registrare provini, e sei mesi piu tardi ci siamo resi conto che potevano essere divisi in due "filoni": uno era la naturale evoluzione di Apotheke, e l'altro era questa creatura degli abissi di nome Gamera.. Scalciava e urlava e spingeva, e alla fine abbiamo deciso di farlo uscire per primo. Ok ok, ora vengo ai nomi: alcune etichette in particolare: Anticon, Gigolò, Def-Jux, Poi alcuni gruppi: Aluminum Group, Boards of Canada, Death Cab For Cutie (D): io aggiungo El Guapo, Primal Scream, Basement Jaxx, DNtel, Lambchop, Jim'O Rourke, Antipop Consortium, Gonzales... la lista è lunghissima! Ad esclusione di Elisa e dei Prozac+, siete la più sostanziosa realta' (per noi perlomeno) proveniente dal Friuli. Com'č la scena costė, e soprattutto come vi sentite voi a proporre un genere ibrido crossoverando rock e hip-hop e elettronica? In definitiva vi fa spiccare ma vi lascia anche molto soli... tentazioni di allinearsi a quello che gira in questo momento non credo ci siano mai state, altrimenti il suono di Gamera non avrebbe senso di esistere. Dalle nostre parti (e spero non solo) tentiamo di proporre quello che facciamo con estrema naturalezza, soprattutto quando suoniamo con altri gruppi, senza porci grossi problemi sulla "diversità" del genere, suoniamo assieme a gruppi rock, rap, folk e quant'altro, come abbiamo sempre fatto. Una volta ci si sentiva piu soli, non lo nego, ora fortunatamente la famiglia Riotmaker non ci fa mancare nulla, pacche sulle spalle, improponibili tavole rotonde a base di cultura kitsch e soprattutto birra gelata. Concludendo: ci dite un po' di nomi da tenere presenti per le classifiche di fine anno? In altre parole: cose belle ascoltate/viste/lette finora? (D): Beh, da giocare sicuramente l'ultimo episodio di Zelda "The Wind Waker", sul cubo nintentooo...eccezionale, meglio che a Gardaland! Poi se qualcuno non l'avesse visto c'è quello splendido ritratto della cultura "pistolettara" americana che è "Bowling for Columbine"... imperdibile e agghiacciante allo stesso tempo! Per finire segnalerei l' MTV Icon sui Metallica (dove il genio Snoop Dogg coverizzava questi ultimi in puro gangsta style!) E la nostra "Squadritto" suonata dal vivo perchè sul palco non c'è limite alla strafottenza... Nota a margine... e pero' il disco č troppo corto. oh. (P): Chiaro, così lo ascolti il doppio delle volte! Chiara Papaccio (con l'amabile contributo di Pasta + Dariella) |