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26-05Sbandata Romana: la galleria fotografica

Un caleidoscopio di colori, suoni e strumenti musicali.
La Sbandata Romana, alla sua seconda edizione, rappresenta la più grande manifestazione mai svoltasi in Italia di brass bands (bande di ottoni), meglio conosciute come fanfare.
Dodici bande in totale, provenienti da varie regioni italiane e da paesi come Francia (dove questa cultura sembra particolarmente diffusa), Germania, Svizzera e Stati Uniti, si sono “sfidate” a colpi di ottoni e tamburi allietando il pubblico romano accorso nel vivace quartiere di San Lorenzo.

Un'enorme festa dedicata ad un universo musicale variopinto, allegro e non particolarmente conosciuto (almeno in Italia).
Quasi tutte le fanfare sono collettivi aperti, con un numero di strumentisti che può variare (in genere dai 15 ai 40 elementi).

L'evento (organizzato dalla Titubanda assieme all'associazione culturale Casblab e al Roma Social Forum) è stato inaugurato alle ore 20 di venerdì 21 presso il centro sociale Snia per poi concludersi a tutti gli effetti nella serata di domenica 23 con il concerto della banda di N.Y., la Hungry March Band, alla Locanda Atlantide.
Ma la giornata più significativa è stata certamente quella di sabato 22, durante la quale il messaggio di pace, fratellanza e divertimento è durato fino a tarda serata, con bande disseminate per il parco e per le varie strade e piazze di San Lorenzo.

Questa la “line-up” (se così si può definire...):

  • Hungry March Band (New York)
  • Fanfare Pustule (Lione)
  • Fanfarniente (Parigi)
  • Fanfare du Chateau (Ginevra)
  • Express Brass Band (Monaco)
  • Banda degli Ottoni a Scoppio (Milano)
  • Banda Roncati (Bologna)
  • Fiati Sprecati (Firenze)
  • Stradabanda (Roma)
  • Titubanda (Roma)
  • Malamurga (Roma)
  • Brass Mati Orchestra (Roma)

Le brass bands hanno proposto rivisitazioni di brani di ogni genere, dal rock al jazz, dal pop ai canti popolari, con citazioni che vanno dai Jethro Tull ai King Crimson, dagli Aqua ad Adriano Celentano, da Modugno alla gettonatissima “Bella Ciao”.

Nelle bande non vi è un leader, come dice Ilaria della Malamurga (che prende il nome dalla murga argentino-uruguayana, una colorita e teatrale forma di protesta popolare): “l'organizzazione è assolutamente orizzontale, però ci sono persone che vi sono da più tempo ed altre da meno”.
In ogni fanfara però vi sono elementi catalizzatori sia tra i componenti della stessa che con le altre bande.
Capita infatti spessissimo che membri di una banda (solitamente i più esperti), durante questi raduni, si mettano a suonare con le altre, improvvisando.

Parla Roberto Fega della Titubanda: “la nostra, come le altre, è una banda di movimento, ovvero una banda che esula un poco dalla tradizione bandistica classica italiana”.
E continua: “La Titubanda per noi è un hobby.
Nessuno di noi è musicista professionista, siamo tutti musicisti per diletto... nella vita facciamo altri lavori, molti di noi sono impiegati!
Con essa vogliamo recuperare il concetto di musica di strada, disponibile a tutti gratuitamente.
Questa è una tradizione molto diffusa nei Balcani e nel Centro-Sud America”.

Si replicherà in grande a Montpell

Il sito di Titubanda

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