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Folk alternativo, indie pop, psichedelia e post-rock, canzoni in inglese, italiano e francese: per la prima compilation del 2009 viaggio a Napoli con la Seahorse Recordings. Dai Blessed Child Opera a El Ghor, quindici realtà tutte da scoprire.

Rockstar Vs. Seahorse Recordings

Si ringraziano Guido Copler e Lunatik

A cura di Andrea Morandi

 
Le password fanno riferimento al solo testo, escludendo titolo e cappello
1.Monsieur Paul
El-Ghor
DA “MERCI CUCÙ”
L’anno scorso hanno aperto qualche data per i Baustelle, ma i napoletani El-Ghor sono attivi già dal 2004 e dopo il disco di debutto, “Dada danzè” dello stesso anno, a febbraio pubblicheranno il nuovo disco “Merci cucù”. Questa “Monsieur Paul”, cantata in francese, è un’anteprima assoluta: indiepop acido e melodico che tra distorsioni e violini colpisce al primo ascolto. Percorsi sonori tra Fugazi e Marlene Kuntz.
2. Christ in on the wall
Blessed Child Opera
DA “SOLDIERS AND FAITH ”
Paolo Messere, cantante e chitarrista dei B.C.O. , ex Ulan Bator, è anche responsabile unico della Seahorse. Lo scorso settembre ha pubblicato il quarto album in studio della band. Realtà consolidata del panorama italiano, il gruppo mescola echi di Black Heart Procession e Nick Cave con accelerazioni à la Interpol. “Christ is on the wall” è sintesi perfetta del loro suono.
3.7 cm
Max Petrolio
DA “DISCUSSIONI IN FARMACIA CON ANIMALI ABILI”
Alcuni lo hanno definito come la versione maschile di Carmen Consoli e il paragone (in parte) regge, anche se davvero non gli rende giustizia: Massimo Panariello alias Max Petrolio, napoletano classe 1981, è un cantautore atipico che mescola testi surreali a un folk-rock originale e intenso. “7 cm” è tratta dal suo album d’esordio e stupisce per maturità. Rino Gaetano in acido.
4.Comet little rider
Unmade Bed
DA “LOOM”
Ecco un’altra promessa indie: una band fiorentina che prende il nome da un pezzo dei Sonic Youth che era su “Sonic nurse”, del 2004. Chitarre, synth e arrangiamenti spaziali che portano il quartetto a sostare dalle parti di Pavement, Mogwai e My Bloody Valentine. Impossibile non raccogliere le citazioni dei Radiohead più elettronici, ma gli Unmade Bed riescono a essere originali. Anche in “Comet little rider”.

5. Waiting for the tide
Vivianne Viveur
DA “VERT”
Formatisi otto anni fa, i Vivianne Viveur fanno oggi base fissa a Londra e con questo nuovo “Vert” danno seguito al precedente “The art of arranging flowers” aggiornando il loro pop sonico e teso, con la voce del cantante Vienne che li avvicina dalle parti di Placebo e Blonde Redhead. Pop, rock e noise di prima qualità. Difficile separarsi dalla malinconia di “Waiting for the tide” una volta ascoltata.
6. Swing master
TV Lumière
DA “PER AMOR DELL'OCEANO”
Il viaggio prosegue con il post-rock dei Tv Lumière, band di Terni che cita tanto Slint quanto Tortoise, ma anche Low e Massimo Volume, atmosfere dilatate con la voce del cantante che emerge da un muro di chitarre. Nati nel 2000 i Tv Lumière definiscono la loro musica come “rumorismo poetico visionario oscuro” . “Swing master” è la colonna sonora di un film ancora non scritto.
7.Honey bee
Nico Greco
DA “THE PARADE OF THE PAPER SOLDIER”
Cantato in inglese, chitarra e voce folk che sembra venire dall’America più profonda e invece viene da Vasto, dove nasce Nico Greco, cresciuto con una chitarra in mano e un registratore a quattro piste. Influenzato da Neil Young e Nick Drake, Greco ha pubblicato l’anno scorso l’esordio, “The parade of the paper soldier”, da cui è tratta questa “Honey bee”, puro alt-folk.
8. Lacrime e cenere
Murnau
DA “L'ANGELO MEMORE”
Dopo Terni e Vasto, ecco Reggio Calabria: in Italia esistono decine e decine di ottime realtà musicali nell’underground e i Murnau sono una di queste, con i loro suoni post-rock a metà via tra Explosions In The Sky e For Against. Questa “Lacrime e cenere” è tratta da “L’angelo Memore”, terzo album della band: come ascoltare i Cure rallentati e interpretati in italiano. Validi.
9. Quanto vale tutto questo
Drunken Butterfly
DA “MAGGIO GIARDINAIO”
I Sonic Youth hanno ispirato migliaia di gruppi: dopo gli Unmade Bed anche i Drunken Butterfly devono il loro nome alla band di Kim Gordon visto che era il titolo di un pezzo di “Dirty”. Fondati nel 2005, i Drunken, fondono Sonic Youth, Afterhours, Smashing Pumpkins e Nirvana. Il risultato è un’ambiziosa miscela che genera pezzi come “Quanto vale tutto questo.
10. The dawn and the fly
Kiddycar
DA “FORGET ALBUM”
Il nostro giro d’Italia a bordo della Seahorse continua con gli aretini Kiddycar che, guidati dalla voce flebile di Valentina Cidda, elaborano un pop gentile e sussurrato che mescola influenze french pop per poi metterle in rotta di collisione con un post-rock onirico sui generis. I quasi cinque minuti di “The dawn and the fly” sono il perfetto manifesto delle loro idee sonore.
11. Una domenica d'estate
Goose
DA “TUTTO COME ALLORA”
Rock gentile venato di pop per i Goose, band di Sassari conosciuta in passato come Mama Goose (nel 1999 avevano pubblicato un disco) che per spirito suona molto vicino a un’altra ottima band nostrana come i Perturbazione. “Una domenica d’estate” è tratta dal loro esordio e sembra voler mostrare il lato oscuro delle giornate di sole, tra solitudine e voglia di fuga.
12. Spin me round
Jenny's Joke
DA “JENNY'S JOKE”
Voce filtrata, testo in inglese e sintetizzatori in sottofondo i Jenny’s Joke vengono da Castelleone, provincia di Cremona, e sono attivi dal 2003, ma solo l’anno scorso grazie alla Seahorse hanno abbandonato le autoproduzioni per passare alla distribuzione nazionale. Il passo è grande e questa “Spin me round”, tratta dal disco che uscirà a febbraio, lo dimostra.
13. “Puccettino
So!
DA “STOLEN TIME”
Nati nel 2005 a Montevarchi, in Toscana, i So! (che fanno il verso ai Neu! nel nome) dopo la pubblicazione di un primo EP sono entrati nella scuderia Seahorse con il loro rock strumentale che sperimenta e non teme di spingersi verso forme libere. Questa “Puccettino” è tratta dal loro bell’album d’esordio uscito l’anno scorso, un disco in cui non si sono posti limiti. I Dinosaur Jr toscani?
14. “Fall
Stella Diana
DA “SUPPORTO COLORE”
Dopo Cremona e Montevarchi torniamo a Sud con i napoletani Stella Diana, nati da dieci anni e da allora considerati tra i migliori gruppi partenopei. Questa “Fall”, tratta dal loro ultimo “Supporto colore”, è un piccolo gioiello che riesce nell’impresa (incredibile) di fondere i Television ai Denovo, unendo le geometrie chitarristiche di Tom Verlaine al cantato di Mario Venuti. Da tenere d’occhio.
15. “Traffic
Anewdamage
DA “BUSINESS MEN DIE GETTING BORED”
Restiamo ancora in Campania, una delle regioni musicalmente più attive in ambito rock, per segnalare il debutto dei casertani (di Aversa) Anewdamage, post-rock stile Mogwai che in questa “Traffic” porta la band a elaborare una tesi di laurea sull’applicazione del suono chitarristico alla forma canzone. Mai prevedibili.
16. “Hide me
Abulico
DA “BCO”
Chiudiamo ancora con la creatura di Paolo Messere, i napoletani Abulico, che in questa bellissima e lunghissima (oltre sei minuti) ballata “Hide me” vanno alla deriva verso i territori abitati dai Radiohead di “The bends”, ovvero atmosfere acustiche che nel corso del pezzo salgono lentamente fino alla sfuriata finale. Più che musica, un sospeso viaggio mentale.