NU RAVE, OLD MESS

NU RAVE, OLD MESS

Sono stati i Beastie Boys i primi, credo, a fissare l’iconografia dell’adolescente suburbano bianco, middle class con in testa un inebriante cocktail di aria fresca e voglia di divertirsi. Che quando i genitori se ne vanno organizza il party definitivo, le cui telluriche conseguenze (indiscriminata affluenza di centinaia di persone, indiscriminato consumo di alcol e sostanze, indiscriminata distruzione di beni propri e del vicinato) ricadono penosamente e penalmente sui disgraziati genitori. Ecco a voi Corey Delaney, from Brisbane, Australia: papà e mamma se ne vanno e lui organizza il party definitivo: 500 persone. Il risultato è facilmente intuibile. Eccolo in una fantastica pièce di dadaismo televisivo. Osservatelo, e ditemi se, a parte le risate e la conferma ulteriore del fatto che Corrado Guzzanti è un genio transculturale, non risulta chiaro che in questo momento di tenebra l’Occidente ha trovato la guida spirituale che tanto affannosamente cercava.

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Inserito da: b-loggedonlondon, Leonardo Clausi lunedì 28 gennaio 2008 | Commenti


NIENTE SURF

NIENTE SURF

Ieri sono stato in un’adorabile bettola, il 12 Bar Club a Denmark street, in mezzo a vetusti negozi di strumenti musicali incrostati di storia ad ascoltare un set acustico dei Nada Surf. La cosa carina ed inusuale era l’ora: l’una in punto, quando chi ha un lavoro vero e proprio esce dall’ufficio ad acchiapparsi un panino, un tramezzino, una pizza (in Italia: qui, un conglomerato indefinibile di proteine, grassi, vitamine e calorie solo parzialmente solubile dai succhi gastrici). Nipotini dei Death Cab For Cutie, i Nada Surf, come i succitati, appartengono a quel mondo super melodico e quasi un po’ dolciastro dell’indie americana che contrappone all’irritante effronterie chitarristica dei colleghi brit il piagnucolamento della voce soli(p)s(is)ta. Come i DCFC - che se non sono mai sufficientemente criticabili per questa loro lagnosità lo devono alla capacità di redimersi con qua e là intriganti trovate melodiche - i Nada Surf catturano l’orecchio per la godibilità dei refrain e dell’esecuzione. Sono musicalmente più compatti, vista la condizione di terzetto, e anche senza inserire le spine sono riusciti qua e là a toccare le corde anchilosate della mia psiche. Lucky, il nuovo album che esce a giorni, piacerà di certo alle legioni di indie peterpan che non si rassegnano ad aver passato la soglia dei trenta. Poi, usciti dal locale, anziché la penombra della strada, l’esplosione di Soho in pieno lunchbreak, e la luce.

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Inserito da: b-loggedonlondon, Leonardo Clausi mercoledì 23 gennaio 2008 | Commenti


1917-1977

1917-1977

Si, gli irritanti Franz Ferdinand l'hanno presa da qui la cover del loro You could have it so much better.

Questa, e molte altre sullo stesso tenore, cariche di energia modernista fino a scoppiare, erano le immagini che vedevo spesso da bambino quando andavo a visitare compagni delle elementari, e in particolare una mia fiamma travolgente dalla quarta alla quinta, figlia di un conduttore del Tg2 (quando Craxi era poco più che un giovane e arrogante delfino di Nenni) nei cui soggiorni troneggiavano filari di libri e di libri e di libri (questo strilla gaia Lili: "LIBRI"). Il costruttivismo sovietico diventava la cifra salottiera (nel senso di décor) di un post-settantasette romano dove la tensione era palpabile, alta. A Via dei Giornalisti, le riproduzioni di Rodchenko, a Piazza della Balduina e a Vigna Clara i salotti con l'argenteria e le riproduzioni di Piranesi. In mezzo, in tutta Monte Mario, i furgoni della celere con poliziotti col mitra spianato. E io che ero attratto irresistibilmente da Lili Brik (senza naturalmente sapere chi fosse), che per me era il mondo dei libri e della cultura rivoluzionaria in cui era nata la mia fiamma. Avevamo dieci anni circa. Per questo vi consiglio di andare a vedere questa mostra dedicata a Rodchenko. E, in seconda battuta, anche per il fatto che era un genio, che lavorava con lei, Lili Brik, la musa dell'avanguardia, e con Majakovskij. Ah, la mostra è qui a Londra e apre alla Hayward Gallery, il prossimo sette febbraio. Ironia, anzi, sarcasmo della Storia, è che è sponsorizzata dal megalomacrocapitalista russo Abramovich.

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Inserito da: b-loggedonlondon, Leonardo Clausi lunedì 21 gennaio 2008 | Commenti


NUOVA CINA

NUOVA CINA

La solidità del socialcapitalismo cinese: strade lastricate con i milioni di copie invendute dell'orrido Rudebox di Robbie Williams.

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Inserito da: b-loggedonlondon, Leonardo Clausi venerdì 18 gennaio 2008 | Commenti


Vecchi Merletti