RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Mi rivolgo all'autore del blog del 24 luglio Leonardo Clausi esprimendo alcuni miei commenti su quanto egli ha scritto in merito alla situazione attuale di Londra. Prima di tutto vorrei dire che mi sembra un pò azzardato(oltre che irrispettoso nei confronti delle vittime degli attentati) questo intento che trapela da quanto lei scrive di voler quasi giustificare l'accaduto con il richiamo al martirio dei fratelli iraqueni (io ricorderei infatti anche il martirio provocato da quegli stessi fratelli iraqueni, vedi lunga serie di rapimenti conclusisi con omicidi).Le conseguenze di questo collegamento Iraq - terrorismo risultano essere due a mio avviso:

1. Se il collegamento c'è (come io credo che sia) come pensare ad un ritiro delle nostre truppe dall'Iraq?Vogliamo forse rinunciare alla possibilità di avere un controllo su un focolare di terrore come quello?

2.Ci troviamo di fronte ad un occhio per occhio dente per dente: non il massimo per un pacifista come suppongo che lei (come noi tutti) sia.

Inoltre mi sembra un pò da persona con paraocchi riversare subito ogni colpa degli attentati su Blair, Bush e l'"Italietta" che li segue, non credo infatti che quando non vi saranno più costoro al potere la situazione migliorerà (anzi potrebbe peggiorare) e poi siamo arrivati al punto che pure se mi rubano il cellulare per strada è colpa di Bush e co. (e ciò rende le critiche meno credibili)! Un ultima cosa: l'"Italietta" come lei la chiama non è quella attuale ma quella che per troppi anni ha lasciato crescere cellule terroristiche nel nostro paese. Detto ciò le pongo i miei cordiali saluti e spero che abbia il piacere e il tempo di rispondere.

(Lettera firmata)

Gentile amica,

innanzitutto grazie per aver espresso dei commenti su quanto da me scritto. La natura del blog è tale da non consentire uno scambio approfondito su tematiche così complesse. Io scrivo su Rockstar e non su Limes: l’enormità di quanto accade giustifica così delle incursioni volutamente polemiche in un campo così drammaticamente lontano sia dalla Musica che dalle canzonette (entrambe peraltro indispensabili alla sopravvivenza del genere umano). Il mio intento nell’utilizzare l’espressione “fratelli iracheni” non aveva alcun fine apologetico: voleva enfatizzare l’impatto emotivo che l’occupazione in Iraq ha su tutto il mondo arabo. È un fatto che laddove l’occidente colpisce la parossistica solidarietà del martirio prodottasi in questi ultimi decenni nelle frange fondamentaliste del mondo arabo, finisce per radicalizzare tale fondamentalismo, provocando indirettamente orrende rappresaglie su innocenti.

Quanto alla presenza delle truppe angloamericoitaliche sul suolo iracheno: lasciarle lì significa che altri figli di mamma assolutamente incapaci di incidere sul reclutamento e l’addestramento al terrore che è diventato quel paese (come del resto lo è l’altro paese “liberato” da noi soldati della democrazia, l’Afghanistan, che continua ad irradiare felicemente eroina e morte) vengano uccisi. Uccisi dunque, per nulla. Il problema è che questo colossale fiasco iracheno voluto dal cowboy texano e dal suo ministro degli esteri britannico provoca bagni di sangue dentro e fuori i confini di quel paese, in un quadro chiaramente fuori del loro controllo. Vogliamo pensare che il nostro apporto laggiù faccia una qualche differenza? A me sembra che la nostra scelta di accodarci non sia che l’ennesimo capitolo della storia diplomatica di un paese arlecchino servitore di due/più padroni, che non ha mai avuto una sua politica estera, e nemmeno vuole averla. Quanto alla responsabilità di George W. di tutti i mali del mondo Lei ha di certo ragione: non sarà responsabile del furto del mio cellulare ma il fatto che sia alla guida della più grande potenza economico militare esistente, che sia stato eletto in modo più che sospetto per diventare poco più che un burattino nelle mani della pestifera lobby neocon che ha preso il controllo degli USA, ha le conseguenze alle quali abbiamo la fortuna di assistere (altri sono stati meno fortunati, quelle conseguenze le hanno subite morendo nel farsi i fatti propri). Trovo detestabili le trombonate di “fermezza” e “realismo politico” quando a farne le spese sono comunque gli altri.

Un’ultima riga a difesa del mio rispetto per le vittime degli attentati. Se pongo l’accento sulle presumibili cause di questa follia omicida non è certo per scagionarne gli esecutori e i mandanti. È perché credo che deplorare qualunque agire terroristico sia un esercizio retorico tale da rovesciarsi in uno sberleffo alla moralità. Che cosa si può aggiungere all’orrore dell’orrore? Dire che è orrendo? La condanna è già implicita nel subirlo. Sfondare porte perfettamente spalancate e riempirsi la bocca di anatemi verso il mondo arabo come fanno non solo certa stampa ma anche autorevoli rappresentanti delle nostre istituzioni non fa che inasprire una recrudescenza di odio razziale sempre meno latente. Ci vogliono gesti politici seri e i nostri governanti non hanno le palle (mi scusi il francese) per compierne.

Spero che questa mia risposta sia soddisfacente e torno a ringraziarla per il commento. Ho una gran voglia di tornare a parlare di musica, se non lo faccio non è per un capriccio. È che la musica in questi giorni suona… stonata. LC permalink

Inserito da: b-loggedonlondon, Leonardo Clausi lunedì 1 agosto 2005 | Commenti


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